Studio sui diversi modi di utilizzo della specificità geotermica nella Zona Euganea e in particolare nel Comune di #Montegrotto #Terme

Parte il progetto che vece coinvolta anche l'Università di Padova

Mercoledì 11 ottobre u.s., presso il Municipio di Montegrotto Terme, si sono riuniti tutti i soggetti coinvolti nel progetto relativo all’ipotesi di utilizzo della risorsa geotermica; progetto fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Riccardo Mortandello.
Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato l’Università di Padova e il BIOCE, sono state definite le fasi della ricerca e i tempi di realizzazione.
Il progetto sarà seguito dal Prof. Michele De Carli del partimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova con la collaborazione del Dott. Jacopo Vivian, un “cervello in fuga” che ritorna in Italia per offrire le propria competenza al Comune di Montegrotto Terme.
La finalità della ricerca è lo studio di fattibilità di un sistema che consenta di sfruttare l’energia geotermica nel bacino termale in vari modi e con diverse tecnologie da descrivere ed analizzare in modo approfondito. Nello specifico:
-utilizzo in edifici di tipo abitativo o in immobili in genere (ad uso pubblico e non);
-utilizzo industriale o in campo agricolo;
-utilizzo irriguo o industriale delle acque reflue.
L’aspetto del riuso della risorsa post-ciclo-termale è uno degli elementi dell’analisi della ricerca.
Non in alternativa rispetto alla finalità principale dello studio, saranno analizzati altri modelli di riutilizzo dell’energia geotermica finalizzati a costituire le diverse opzioni che di volta in volta, a seconda di valutazioni di opportunità, il territorio potrà adottare.
In generale lo studio prevede di utilizzare l’acqua reflua per scopi energetici in un circuito primario che alimenta una microrete di teleriscaldamento a bassa temperatura. Verranno messi a confronto diversi scenari di investimento da parte degli utenti, per stimare la convenienza della riqualificazione per le diverse tipologie edilizie prese a riferimento.
Il progetto prevede, inoltre, sulla base della disponibilità nel tempo di portate e temperature, di verificare quali siano le potenze che si possono effettivamente coprire con la rete. In sostanza la natura geotermica della risorsa si manifesterà in una prospettiva di tipo “server-termico-territoriale” alimentata oltre che dal ciclo termale anche da soluzioni parallele.
La prima fase, che avrà la durata di 3 mesi, servirà a dare un inquadramento alla ricerca e a fornire un’indicazione generale di riferimento applicativo in ordine alle diverse modalità per lo sfruttamento delle energie termiche, in particolare:
-Sistema integrato con riutilizzo dell’acqua reflua dopo l’impiego terapeutico;
-Uso diretto dell’acqua alla testa del pozzo (tale parte sarà indagata meramente in linea teorica perché tale forma di utilizzo è soggetta a vincoli legislativi);
-Uso di scambiatori di calore verticale a circuito chiuso in zona euganea (geotermia tradizionale);
-Eventuale produzione di energia elettrica.
Concludo affermando che, come Amministrazione Pubblica, dopo decenni stiamo finalmente lavorando con metodo al fine di raggiungere risultati concreti che ci permettano di capire come usufruire del calore derivante dalle caratteristiche del nostro territorio. Un ringraziamento al Bioce, all’Università di Padova dip. di fisica e ingegneria industriale e all’assessore regionale Marcato per la disponibilità e collaborazione annunciata.
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