Dimissioni del Sindaco di Montegrotto

Valutazioni post-dimissioni

Le dimissioni di ieri di Massimo Bordin dalla carica di Sindaco del Comune di Montegrotto Terme smentiscono la volontà che mi pare fosse stata esternata dallo stesso in precedenza, ossia quelle di voler continuare ad amministrare il nostro comune.

In ogni caso l’azione dell’ormai ex Sindaco è, per mio modo di vedere, una scelta di buonsenso. Sono convinto e auspico che, nonostante le dimissioni diventino efficaci e irrevocabili solo trascorsi 20 giorni dalla loro presentazione, Massimo Bordin non le ritiri.  Quotidianamente assistiamo all’entrata in scena di nuovi elementi che gettano ombre sempre più pesanti sulla sua amministrazione attuale e su quelle precedenti dove il Sindaco di Montegrotto era Luca Claudio.

Sarebbe stato politicamente più rilevante che queste dimissioni fossero presentate al consiglio comunale che come minoranze avevamo in programma di convocare entro breve. È quanto mai opportuno, in ogni caso, non banalizzare la gravissima situazione evitando di lasciarsi andare a giudizi che competono, più che alla sfera politica, a quella giudiziaria.

Ecco che quindi le mie riflessioni rappresentano un punto di vista politico e demandano a chi di dovere il compito di andare fino in fondo nelle indagini e stabilire a chi competono le varie responsabilità in tutta questa vergognosa vicenda che dà una immagine del nostro territorio molto negativa.Non credo che le amministrazioni Claudio prima e Bordin poi abbiano mai avuto un “progetto” per la città ma semplicemente abbiano attuato azioni propagandistiche per meri fini elettorali.

Esemplari sono anche i silenzi che hanno caratterizzato i consiglieri di maggioranza, il Presidente del Consiglio Comunale e gli assessori. Un silenzio che spiega senza dubbi interpretativi il loro reale peso politico, la loro idea di come operare per la città: improvvisazione dettata da logiche che sfuggono. La stessa improvvisazione che si percepiva in consiglio comunale quando i componenti della maggioranza spesso non conoscevano neppure i temi all’ordine del giorno, che semplicemente alzavano la manina per  bocciare tutte le proposte che, come minoranze, in questi anni abbiamo avanzato.Questa situazione di malaffare non rappresenta assolutamente una “vittoria” per noi minoranze ma è invece una sconfitta disonorevole per tutto il territorio, per ogni cittadino.

Una debacle che è stata costruita dagli ex amministratori giorno dopo giorno, scemando il consiglio comunale del proprio ruolo, pagliacciando il nostro operato di stimolo e di controllo nei confronti di una maggioranza sempre arrogante che sminuiva anche le richieste più legittime che venivano poste e bocciava ogni intervento finalizzato ad azioni di maggiore trasparenza ed a una reale partecipazione delle scelte politiche. Il tessuto sociale di Montegrotto è stato distrutto, i cittadini sono stati messi gli uni contro gli altri senza ritegno e per motivi futili.

A tal proposito, credo sia opportuno ricordare le persone che hanno portato avanti il contrasto al modo di amministrare di Luca Claudio e Massimo Bordin a Montegrotto. Penso a quei consiglieri che a metà del primo mandato Claudio (2001-2006) già avevano percepito che qualcosa non funzionava a dovere e hanno deciso di passare con l’opposizione di allora. Fronti di opposizione, quelli dei mandati 2001-2006 e 2006-2011 che hanno creato le prime condizioni per porre l’attenzione sulle dinamiche amministrative poco trasparenti che hanno caratterizzato, e caratterizzano tuttora, l’operato di Luca Claudio.

Voglio menzionare in modo particolare Antonio Voltolina che senza riserva ha denunciato e combattuto questo andazzo. Oggi, anche grazie al nostro contributo dagli scranni di minoranza, si sta facendo chiarezza su situazioni gravissime, scelte che hanno impoverito un territorio e un sistema economico come quello legato al turismo termale.

Aggiungo che non deve assolutamente passare in secondo piano chi, al di fuori dell’ambito politico, ha avuto il coraggio di denunciare senza mezzi termini parte di questo sistema perverso. Quindi il grazie che mando a Paolo Tomasini è profondissimo e sincero.  Sarebbe altrettanto interessante capire come si è entrati nel sistema che gli inquirenti ogni giorno definiscono sempre più dettagliatamente.

Il “sistema del 10% – 15% non credo nasca casualmente ma, senza ombra di dubbio, trova ragion d’essere da commistioni di interessi che solo chi girava la testa non vedeva, solo chi si rifiutava di vedere non percepiva. Restiamo convinti che, chi di dovere, andrà a fondo e farà emergere chiaramente le responsabilità. Essendo socialista voglio essere garantista specie con gli avversari politici.

Ma non sarà da una eventuale rivoluzione giudiziaria che troveremo soddisfazione e nuova ragion d’essere. Non basterà dire ai cittadini che noi, e molti prima di noi, certe dinamiche le avevano pubblicamente paventate, criticate, contrastate e con coraggio denunciate incuranti di minacce e denunce calunniose ricevute. Bisognerà dotarsi della consapevolezza di creare con umiltà una proposta seria, percorribile che faccia dimenticare questo “quasi ventennio” di Claudio/Bordin che ha portato alla situazione attuale.

Un Comune come quello di Montegrotto Terme merita degli amministratori all’altezza del blasone di cui tanto ci forgiamo, quello di essere parte integrante del più grande bacino termale d’Europa. C’è necessità di persone capaci, oneste, che fuggano personalismi sterili e che remino in maniera convinta nella direzione che porta a tutelare gli interessi dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti, degli imprenditori di Montegrotto Terme e del bacino termale euganeo indipendentemente da come finirà questa diatriba giudiziaria. Saliamo agli “onori” delle cronache non per le nostre virtù ma per un sistema che troppo spesso si pensa esista lontano dal tanto decantato “modello” nord-est,  ma che oggi lo troviamo aprendo semplicemente la porta di casa e sempre più padrone della nostra quotidianità.

Concludo riportando una frase tratta dal libro intitolato “Corrotto” di Tahar Ben Jelloum che dice:“Mi piace l’espressione araba che definisce la corruzione: ciò che è minato dall’interno, roso dai tarli; si dice del legno che è fottuto, che non serve più a niente, nemmeno a far fuoco. Per l’uomo è la stessa cosa. Se vende la sua anima, se compra la coscienza degli altri, partecipa ad un processo di disfacimento generale.”

Noi, socialisti, il disfacimento generale da anni lo contrastiamo con tutte le nostre forze e, come sempre, cercheremo di gettare nuove basi per un presente e un futuro migliore.

Riccardo Mortandello

Circolo Sandro Pertini – Socialisti Montegrotto

Partito Socialista Italiano

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