Albergatori, lamenti tardivi

MONTEGROTTO L’opposizione rispedisce al mittente le proteste sollevate per la pressione fiscale

I lamenti degli albergatori nei confronti dell’eccessivo peso fiscale imposto dalla finanza locale giungono fuori tempo massimo. Sugli imprenditori turistici, che hanno imputato al sindaco il pessimo piazzamento di Montegrotto nella graduatoria veneta delle amministrazioni più virtuose nell’imposizione di tasse e tributi, ricavato dall’indagine effettuata su scala regionale dalla Confartigianato, piovono dunque gli strali dell’opposizione politica di Montegrotto. Decisa ora a scaricare sulla classe imprenditoriale anni di scelte condivise con i politici, ora indicati come responsabili della stagnazione economica cittadina.
«Gli imprenditori turistici», esordisce infatti il capogruppo del “Circolo Pertini”, Riccardo Mortandello, «scoprono letteralmente l’acqua calda scorgendo solo ora le conseguenze negative di un fisco pesante. Eppure hanno condiviso con le giunte al governo da quasi 15 anni, scelte urbanistiche connesse alla edificazioni di opere pubbliche rivelatesi dispendiose. E ultimamente concordato con i politici forme di gestione dell’imposta di soggiorno, poste a vantaggi di interessi corporativi. Anziché dell’interesse cittadino. Se vogliono ora voltare pagina, assicurando un governo per lo sviluppo del territorio non devono fare altro che assecondare il lavoro critico espresso dalle opposizioni in tutti questi anni».
Ma accanto all’invito a un «esame di coscienza» diretto agli albergatori, non mancano, da parte del Pd, prese di posizione esplicite nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Massimo Bordin. «Il primo cittadino», aggiunge il segretario dei Democratici delle Terme, Luca Fanton, «non può invocare strumentalmente il carattere particolare della fiscalità di Montegrotto rispetto ad altri centri turistici del Veneto. L’efficienza di città concorrenti come Caorle, Jesolo ed Eraclea, si misura su una più attenta politica di investimenti e di spesa. Non sconta, come invece a Montegrotto, un indebitamento che si assesta sui 16 milioni di euro».
Per il Pd, il peso del fisco e le conseguenze sulla desertificazione economica non sono la conseguenza di una decisa politica di spesa. «Ma il risultato – ha concluso Fanton – di aver speso male. Come dimostra la vicenda del Palaberta, degli impianti sportivi di Turri e del restauro di villa Draghi. Inevitabile che per coprire certe falle si debbano aumentare le tasse. Dando poi magari la colpa alla stretta finanziaria dei vari governi».
Mortandello Albergatori, lamenti tardivi
Gli albergatori scoprono l’acqua calda. Devono dire da che parte stanno. E’ inutile che a Montegrotto si scaglino contro Bordin e ad Abano stiano zitti con Luca Claudio quando sono le due facce della stessa medaglia.
montegrotto tasse esagerate

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