#Mafia capitale a #Montegrotto

Bordin spazzi via le ombre

L’opposizione in pressing sul sindaco: «Lui è tranquillo, noi no. Ci dica quali atti ha approvato»

La Marco Polo, coinvolta nell’inchiesta di Roma, si sarebbe defilata dai lavori sugli impianti energetici

Non si placa la bufera che ha investito il Comune per la presenza della Marco Polo Spa tra le ditte coinvolte nell’inchiesta romana “mafia capitale”. Nel 2010 la società ha vinto, in associazione con un’altra azienda, un appalto da oltre 12 milioni di euro per la riqualificazione energetica di Montegrotto. I consiglieri di opposizione Sabrina Talarico (Terme e Futuro), Riccardo Mortandello (Circolo Pertini – Partito socialista) e il segretario del Pd sampietrino Luca Fanton hanno investito della questione il prefetto Patrizia Impresa. Gli esponenti delle minoranze ricordano che «anche i parlamentari del Pd che hanno depositato un’interrogazione al ministro (Vanessa Camani e Alessandro Naccarato ndr), hanno evidenziato rischi di analoghe infiltrazioni mafiose anche sull’hotel Caesar».

«Di fronte a tutto questo il sindaco Massimo Bordin si dice tranquillo. Noi no».

Sull’appalto i consiglieri ricordano di aver espresso ripetute riserve sia per l’importo elevato che per la durata ventennale (non trentennale come si era detto erroneamente).

«Il sindaco non ci ha mai risposto neanche quando avevamo chiesto un rapporto scritto su costi e benefici di questa operazione visto che gestiscono impianti, fontane, caldaie. La situazione è grave perché nel capitolato è previsto che il 40 per cento degli interventi (per un valore di 4 milioni di euro) sia affidato alla Marco Polo di opere, mentre il 60 per cento restante è in capo alla Guerrato (non coinvolta nelle indagini ndr). Da quello che ci è dato di sapere, nell’ultimo anno il Comune era a conoscenza che ci fossero problemi relativi al rapporto tra le due ditte e informalmente ci è stato risposto che attualmente tutte le mansioni sono svolte dalla sola Guerrato. Perché allora c’era bisogno di un socio da Roma visti gli oneri di costituire un’associazione temporanea d’impresa? E con quale atto il Comune ha integrato o modificato il contratto iniziale dando incarico alla sola Guerrato? Se, come pensiamo, nulla è stato fatto, chi copre le garanzie sulle caldaie o sui lavori svolti finora?»

Tra l’altro i consiglieri fanno presente che «Il 23 aprile 2013 la Marco Polo è passata dall’essere una Spa con capitale sociale 894.000 euro a una Srl con capitale 10.000 euro, quindi è una scatola vuota. A questo punto chiediamo quali atti la giunta Bordin abbia adottato per bloccare il contratto. Non vorremmo che l’unica azione fosse quella di ritardare la consegna dei documenti alle minoranze».

Articolo di Irene Zaino pubblicato sul mattino del 29/01/2015

Mafia Capitale a Montegrotto Terme

Chiedono massima chiarezza e trasparenza i consiglieri di opposizione di Montegrotto Terme, Sabrina Talarico, Terme e Futuro, Riccardo Mortandello, Partito Socialista Italiano e il segretario del PD Luca Fanton.

una verifica urgente mafia capitale a montegrotto terme

Mafia alla Terme? Un timore sul quale è stata chiamata a vigilare il prefetto Patrizia Impresa.

mafia capitale a montegrotto intervenga il prefetto

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