MONTEGROTTO ED IL RISCHIO IDROGEOLOGICO

BISOGNA INTERVENIRE SUBITO, L'AMMINISTRAZIONE SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA'

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Il territorio del Comune di Montegrotto Terme è per sua natura e per la sua collocazione nel Bacino dei Colli Euganei ad alto rischio idrogeologico. Da molti anni i fenomeni di esondazione di scoli e canali e allagamenti delle abitazioni colpiscono la città ripetendosi con una frequenza divenuta preoccupante, causando disagi e danni consistenti ai cittadini. Dire che questi fenomeni si verificano solo con piogge eccezionali è una bugia di comodo utile solo a chi vuole cementificare senza impegnarsi per realizzare molte e importanti opere idrauliche nella città. Il nostro territorio è stato e continua ad essere consumato, sfregiato da una politica di cementificazione che rende sempre molto più fragile la tenuta degli scoli, dei canali e pure dei terreni stessi anche in caso di precipitazioni non eccessivamente abbondanti.

La fragilità del territorio comunale è talmente elevata che richiede moltissima attenzione sia prima della fase edificatoria, sia nella fase di realizzazione di una strada. Il sottopasso della nuova circonvallazione si più volte si è completamente allagato NON volutamente come vorrebbe far credere l’amministrazione comunale, ma perché progettato in maniera approssimativa. Montegrotto non  soffre  solo  dell’urbanizzazione selvaggia ma anche di una struttura fognaria vecchia e ormai inadeguata, soffre di acqua che sale dalle falde freatiche che allaga gli interrati delle abitazioni pure senza esondazioni di canali,  soffre di  terreni dove fossi e scoline sono assenti. Il problema è molto complesso e subisce la presenza di una classe politica che amministra il territorio che non è all’altezza della situazione. Oltre che della presenza fondamentale di persone competenti ci vogliono anche persone fortemente determinate al fine di perseguire una effettiva sicurezza idrogeologica del nostro Comune.

Le persone competenti non potranno mai mettere liberamente al servizio del Comune le proprie conoscenze e capacità se nell’Amministrazione Comunale non ci sono persone che vogliono realmente trovare soluzione ai problemi idrogeologici senza addossare sempre ad altri le responsabilità e che siano consapevoli dell’esigenza di fare scelte nette e forti come la non-cementificazione.

Una più incisiva politica di difesa del territorio è l’obiettivo  prioritario e non più differibile. Bisogna porre dei vincoli e limiti precisi all’urbanizzazione. Bisogna operare attivamente col Consorzio di Bonifica per la progettazione e la realizzazione di grandi e  necessarie opere idrauliche (es. vasche di laminazione). È necessario apportare al nostro Comune piccole ma preziosissime migliorie come, per esempio, l’installazione e la sostituzione delle “valvole di non ritorno” che, entro certi limiti, possono salvare un intero quartiere dagli allagamenti. Ad oggi, ci sono scarichi privi di tali valvole oppure esse sono vecchie e inefficienti. È questa una responsabilità seria della Amministrazione Comunale visto che la loro installazione e/o sostituzione (indispensabile almeno da un ventennio) con comporta costi elevatissimi.

Si deve recuperare almeno in parte quella sicurezza idraulica che la cementificazione di questi ultimi anni ha fortemente penalizzato.

Il problema non è semplice da affrontare. Ma notare come le politiche pro-cementificazioni si siano mosse in maniera molto più veloce rispetto alle politiche pro tutela del territorio fa capire come vengano tutelati gli interessi di pochi e non quelli che realmente reclama la collettività.

Sono state realizzate troppe case e palazzi senza realizzare, parallelamente, opere idrauliche e ora non basta imporre piccole vasche di laminazione per i nuovi condomini perché in questo modo non si tutelano le abitazioni precedentemente esistenti.

Senza giri di parole, bisogna dire BASTA alla cementificazione almeno per i prossimi 10 anni, cercando di realizzare più opere idrauliche possibili, anche se, è bene precisarlo, l’Amministrazione Comunale uscente ha garantito concessioni edilizie che permetteranno di aprire cantieri in città ancora per diversi anni.

Ciò che però è fondamentale e determinante per il futuro della nostra città e delle nostre case è la consapevolezza anche dei cittadini che il rischio idraulico di Montegrotto Terme non è un problema che va affrontato solo in fase d’emergenza quando le proprie case rischiano di andare sott’acqua. Migliorare la sicurezza idraulica/idrogeologica della Comune significa operare quotidianamente con un lavoro molto impegnativo e oculato, costante e incessante dove nei mesi meno piovosi il lavoro deve essere maggiore proprio per non farsi trovare impreparati nel momento di emergenza. E’ normale che molti cittadini, nella loro quotidianità e nei loro impegni, non abbiano modo di controllare e valutare se e quali opere idrauliche vengono fatte. Essi si fidano del senso civico dell’Amministrazione Comunale. Quando però si ritrovano con l’acqua che sta per entrare in casa allora l’esasperazione e il disagio li porta a sentire forte il problema del rischio idraulico facendogli scoprire una politica incapace e non determinata a migliorare la sicurezza idrogeologica. Non basta che il personale comunale e la Protezione Civile siano sempre presenti e attivi nei momenti di emergenza, come nelle scorse settimane (a loro rivolgiamo un sentito ringraziamento). Il problema è talmente critico che la buona volontà non basta se non è accompagnata da una vera buona politica. Un vero Sindaco non può limitarsi a discutere e battibeccare animatamente con il Consorzio di Bonifica e il Genio Civile sulla gestione delle acque SOLO nei momenti d’emergenza. La continua cementificazione, che continua a crescere, ostacola e limita l’operato degli stessi Enti Pubblici.

Il rischio idrogeologico della città non lo risolveranno mai gli altri Enti Pubblici, se la politica comunale non li mette anche nelle condizioni di operare al meglio, ascoltando le loro indicazioni per ottenere risultati concreti a beneficio della cittadinanza.

GLI STUDI IDRAULICI:
LA TESTIMONIANZA DI UN PROBLEMA DA AFFRONTARE CON ASSOLUTA PRIORITA’

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E’ stata significativa l’attenzione del Consorzio di Bonifica che ha studiato più volte il nostro territorio realizzando i seguenti studi:

- 1997: “Studi e verifiche idrauliche mediante modelli matematici di supporto al progetto per la diversificazione del Rialto nel tronco terminale del Rio  Spinoso in comune di Montegrotto Terme” che valuta come indispensabile ma insufficiente la realizzazione dell’opera denominata Circonvallazione delle Acque

- 2003: “Aggiornamento dello studio idrologico-idraulico del bacino Colli Euganei e verifiche idrauliche di supporto al progetto per l’adeguamento dello scolo Menona” che conferma l’alto rischio di esondazione del canale

Rialto e pure dello scolo e la sua significativa estensione nella frazione di Mezzavia (rischio che esiste tuttora per l’assenza di importanti opere idrauliche a tutela delle zone attraversate dallo scolo a Mezzavia)

- 2004: “Bacino Colli Euganei – Esame degli eventi atmosferici dei mesi di Febbraio e Marzo 2004” che conferma l’utilità, ma insufficiente, della realizzazione dell’opera denominata Circonvallazione delle Acque.

Oltre a questi studi si aggiunge quello incaricato dalla prima Amministrazione Claudio al Prof. Ing. D’Alpaos “Studio Idraulico del Territorio del Comune di Montegrotto Terme mediante un modello matematico idrodinamico unibidimensionale”, che conferma con particolarità lo stato sofferente del nostro territorio, e al documento in via di approvazione del Consorzio di Bonifica “Piano Generale di Bonifica e di Tutela del Territorio”. Questi ultimi due documenti meritano almeno un breve approfondimento. In ogni caso tutti questi studi, che danno indicazioni preziosissime su come intervenire sul territorio, dimostrano quanto sia stato preso in considerazione il rischio idraulico dalla politica comunale.

Riflettete: sono decenni che si conosce questo problema ma, secondo voi in tutti questi anni la politica comunale ha lavorato abbastanza contro il rischio idraulico? Secondo noi no!
Questo dimostra che nel nostro paese serve una politica più responsabile e consapevole del rischio idraulico.

 

PIANO GENERALE DI BONIFICA E DI TUTELA DEL TERRITORIO

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La Regione Veneto, con legge n.12 del 8/5/2009 “Nuove norme per la Bonifica e la Tutela del Territorio”, ha disposto che i Consorzi di Bonifica predispongono il Piano Generale di Bonifica e Tutela del Territorio e che deve prevedere:

a. la ripartizione del comprensorio distinte caratterizzate da livelli omogenei di rischio idraulico e idrogeologico

b. l’individuazione delle opere pubbliche di bonifica e delle altre opere necessarie per la tutela e la valorizzazione del territorio ivi comprese le opere minori (anche di competenza privata)

c. le eventuale proposte indirizzate alle competenti autorità pubbliche.

Per il nostro Bacino Colli Euganei il Consorzio di Bonifica considera il comune di Montegrotto Terme come quello a rischio idraulico più elevato del bacino, dove la riduzione delle portate scaricate dall’Arco di Mezzo (Battaglia Terme) è utile ma non sufficiente per dare modo al Rialto di scaricare a valle. Una riduzione della portata del Rialto mediante invasi (vasche di laminazione) da realizzare a monte (anche nei comuni confinanti) può contribuire al contenimento dei livelli nei canali. Rimane un fatto: problemi di sicurezza idraulica di alcuni quartieri della città, sono legati soprattutto alla difficoltà di scarico delle fognature comunali per le acque bianche (competenza delle Amministrazioni Comunali) in considerazione del fatto che negli ultimi decenni si sono costruiti quartieri (vedi Vallona) in aree depresse dal punto di vista altimetrico.  Se si vuole garantire lo scarico delle acque di queste zone di Montegrotto non c’è alternativa: occorre prevedere il pompaggio delle acque piovane quando il livello nei canali di bonifica non consente il deflusso naturale. Il problema della difficoltà di scarico delle fognature comunali per le acque bianche deve essere risolto intervenendo principalmente sulle fognature. Ovviamente, il livello del canale di Sottobattaglia (dopo la Botte del Pigozzo) condiziona i livelli negli scoli di bonifica tant’è che può raggiungere livelli superiori anche al piano stradale di interi quartieri della città. Seguendo anche le indicazioni dello Studio idraulico del Prof. Ing. D’Alpaos, la sistemazione complessiva potrà essere realizzata con interventi coordinati sulle fognature (compito del Comune) e sulla rete di bonifica (compito del Consorzio di Bonifica).

Le opere che il Consorzio di Bonifica propone sono le seguenti:

1. impianti di sollevamento, delle acque provenienti da fognature per le acque bianche, in corrispondenza degli scarichi nella rete di bonifica;

2. vasche di laminazione (per accumulo acque) e alloggiamento pompe

3. condotte per il coinvolgimento acque ai punti individuati per il sollevamento

4. nuovo impianto di sollevamento dello scolo Paiuzza con scarico nello scolo Rialto, completo di manufatto con paratoie per impedire il rigurgito delle acque provenienti dallo scolo Cannella.

Per quanto riguarda lo scolo Menona (zona Mezzavia) l’intervento proposto è un impianto di sollevamento con scarico nel Canale Battaglia in modo da alleggerire le portate dello stesso Menona. I problemi idraulici dello scolo Menona rimarrebbero quelli dovuti al rigurgito dei livelli di valle per i quali si può intervenire con il sovralzo delle arginature e con l’adeguamento dei manufatti di scarico (porte a vento) con eventuali vasche di accumulo.

 

LO STUDIO IDRAULICO DI MONTEGROTTO TERME DEL PROF. ING. LUIGI D’ALPAOS

Professore Ordinario di “Idraulica” nell’Università di Padova dal 1980, e Professore Ordinario di “Idrodinamica” presso la Facoltà di Ingegneria della stessa Università. La sua attività scientifica, illustrata in oltre un centinaio di pubblicazioni apparse sulle più importanti riviste italiane ed internazionali per la difesa dalle piene, nei territori esposti a rischio idraulico. Ha partecipato ai lavori della commissione De Marchi costituita dopo l’alluvione del 1966 per prevenire simili calamità e che ha indicato e progettato opere idrauliche trascurate dalla politica. È membro della Commissione Grandi Rischi del Veneto istituita dal Presidente Zaia dopo l’alluvione del Novembre 2010.

La prima Amministrazione Claudio, alla luce del frequente ripetersi dei fenomeni diesondazione dei canali comunali, con delibera n.244 del 20/12/2004 ha incaricato il Prof. Ing. Luigi D’Alpaos per realizzare lo “Studio Idraulico del territorio del comune di Montegrotto T. mediante un modello matematico idrodinamico uni-bidimensionale” che illustra gli effetti delle esondazioni dei canali e degli scoli (le superfici allagate).

Alle elezioni comunali del 2006 la lista Luca Claudio, poi confermata ad amministrare il Comune, ha promesso (per iscritto nel programma elettorale) la conclusione dello Studio Idraulico entro il 2006 che poi però è stato presentato all’Amministrazione Comunale il 17/12/2008 e (con molto ritardo) alla cittadinanza nell’incontro del 06/04/2011, avvenuto presso il Palaturismo di Via Scavi. Nel frattempo il Circolo Sandro Pertini aveva anticipato l’Amministrazione Comunale, organizzando nel mese di febbraio 2011 un convegno sul tema “rischi di inondazione nella provincia di Padova”, con la presenza proprio del Prof. D’Alpaos che, non potendo esporre pubblicamente lo studio che aveva svolto per conto del Comune di Montegrotto, in quanto non autorizzato dalla stessa amministrazione, si soffermava solamente a confermare il rischio idraulico a cui è esposta l’area termale, quali soluzioni da adottare e la valutazione della compatibilità idraulica nei piani regolatori. Nello stesso convegno, l’ing. Francesco Veronese, Direttore del Consorzio di Bonifica del Bacchiglione, mise in risalto la salvaguardia idraulica ed ambientale del territorio del bacino dei colli euganei, in particolare sui progetti legati agli interventi mirati alla tutela e alla funzione della rete degli scoli di bonifica e dei fossi privati.

Ecco perché viene spontaneamente da chiedersi cosa abbia fatto lo studio del Prof. D’Alpaos dimenticato nei cassetti comunali dal 2008 al 2011 nonostante nella delibera si è ritenuto che una consulenza di tale tipo risulta non solo necessaria ma anche urgente ed indifferibile in quanto non è più tollerabile che ad ogni evento atmosferico fuori dalla norma il territorio comunale debba subire passivamente che oltre ad arrecare ingenti danni alle opere pubbliche e al patrimonio privato, procurano una allarme sociale che il Comune deve evitare (parole testuali della delibera). Nonostante i buoni propositi iniziali, però, lo studio è stato ultimato ben due anni dopo la promessa fatta e, soprattutto, non è stato divulgato per anni nonostante le (davvero tante) ripetute richieste di alcuni cittadini che ne volevano prendere visione. Non sembra strano che uno studio richiesto con carattere d’urgenza poi viene ultimato in ritardo e pure tenuto nei cassetti per anni?

Fa pensare, a questo punto, che la pubblicazione “fatta per forza” poco prima della campagna elettorale del 2011 sia stata una scelta voluta dall’allora Sindaco Luca Claudio solo per non subire scontati “attacchi politici” ed è stata fatta senza scendere molto nel dettaglio non rendendo consapevoli i cittadini del reale stato del territorio e suscitare la loro reazione contro la cementificazione che lo Studio Idraulico la considera deleteria per il territorio; Poco importa se verranno introdotti nuovi criteri per le nuove abitazioni, la priorità ora è quella di migliorare la sicurezza idraulica del territorio e non costruire!

Da quanto si è potuto sapere dalle parole del Prof. Ing. D’Alpaos alla presentazione dello studio e dalle immagini proiettate è emerso anche che:

- il territorio soffre di importanti insufficienze idrauliche anche per ampie superfici e pure in caso di eventi relativamente non gravi;

- il territorio è già in serie difficoltà  con eventi con tempo di ritorno di 25 anni (caso meno grave considerato nello studio) quando una città urbanizzata come Montegrotto Terme deve saper reggere eventi con tempo di ritorno di 50 anni

- gli  scarichi fognari su canali e scoli, alcuni sono addirittura sprovvisti di clapet (valcole di non ritorno) e altri clapet vecchi ed inefficienti, tutti da sostituire (D’Alpaos ha detto testualmente “poi è inutile pensare di alzare gli argini se lasciamo entrare l’acqua nei quartieri da sotto tramite le fognature in caso di piena dei canali”); nota importante: la rete fognaria ha dimensioni ridotte alle necessità

-  l’acqua che arriva in città dai comuni confinanti entra già con portate critiche (troppo elevate) per gli argini e può esondare senza che la Botte del Pigozzo non riesca scaricare acqua

- si è urbanizzato in zone soggette a concreto rischio idraulico (questo è GRAVE!!!)

- la  Circonvallazione delle acque, ha portato un sensibile miglioramento della sicurezza  idraulica nella zona di Corso Terme (anche se rimane tuttora a rischio allagamenti) ma ha  anche reso più critica la situazione a Mezzavia e Vallona.

Gli interventi proposti per migliorare la sicurezza idraulica sono:

- vasche di laminazione per un volume complessivo di un milione di m³ d’acqua, alzare gli argini degli scoli, installare nuovi clapet su ogni scarico fognario verso gli scoli.

Tra tutte queste indicazioni il messaggio forte e chiaro che questo studio ha dato è che deve cambiare la politica comunale. Devono essere rivalutate le priorità che, appunto, impongono prima il miglioramento significativo della sicurezza idraulica e poi un’urbanizzazione oculata e molto rispettosa del territorio.

Bisogna sempre considerare che Montegrotto Terme ha un territorio talmente fragile che una piccola costruzione può peggiorare l’equilibrio idraulico di una intera zona!!!

 

COSA E’ STATO FATTO IN PARTICOLARE NEGLI ULTIMI 13 ANNI DALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DEI SINDACI LUCA CLAUDIO E MASSIMO BORDIN

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Da ciò che è stato promesso in materia di sicurezza idraulica si constata che i risultati , (VISTI GLI ULTIMI EVENTI CHE HANNO MESSO LETTERALMENTE IN GINOCCHIO IL NOSTRO PAESE) non corrispondono alla tanto decantata politica del fare ma:

- NON si sono viste vecchie condotte di scarico con nuove tubazioni (gli unici lavori sono stati fatti per salvare solo due vie in tutta la città).

- Nel P.R.G. NON c’è nessuna vasca di laminazione prevista, né a monte e né a valle del territorio.
La nuova circonvallazione stradale ha tolto molto spazio utile di accumulo naturale d’acqua nei terreni e il sottopasso allagato dimostra la scarsa considerazione che si è dato al rischio idraulico (che ora è maggiore per le case vicine la circonvallazione)

-  la politica abitativa salva dagli allagamenti solo le nuove case!! Ma che ne sarà della altre già esistenti? Devono continuare a rischiare di essere allagate?

 

La Circonvallazione delle Acque è un’opera indiscutibilmente utile ma incompleta e come tutte le cose che vengono lasciate a metà non è riuscita bene. Nonostante il Consorzio di Bonifica avesse messo in preventivo che quest’opera poteva avere degli effetti negativi più a valle nella città (Mezzavia, Vallona e alcune abitazioni vicine a via Catajo), è mancata la realizzazione  contemporanea  di opere a difesa dei stessi quartieri Mezzavia e Vallona). Ora l’acqua scende a valle con maggior velocità e in maggior quantità e se la Botte del Pigozzo non riesce scaricare si verifica un veloce fenomeno di rigurgito degli scoli che scaricano nel Rialto, Menona e Paiuzza (attraverso lo scolo Cannelle) in primis, dove l’acqua che scende a valle spinge l’acqua degli scoli ad allagare i quartieri. Era doveroso da parte dell’Amministrazione non dover salvare un solo quartiere (per quanto grande e abitata sia la zona Corso Terme che ha subito vari seri allagamenti dal 1992 al 2004) lasciando andare a maggior rischio altri quartieri!!! Ma non solo! Pure la zona Corso Terme doveva essere messa più in sicurezza visto che il rischio concreto è che se il Rio Caldo e il Fossa Mala scaricano una notevole quantità d’acqua nel Rialto questa poi entra nel quartiere senza nemmeno superare gli argini per l’assenza o l’inefficienza delle valvole di non ritorno degli scarichi fognari. Questa non è buona amministrazione del proprio territorio!

Tanto per far capire come procede il futuro urbanistico del Comune di Montegrotto è importante ricordare e informare i cittadini che l’amministrazione comunale nel 2011, (Sindaco Bordin) ha presentato in Provincia di Padova, quale organo competente,  il PAT (Piano di Assetto del Territorio), la stessa Provincia di Padova ha riscontrato molte incongruenze tra le aree di urbanizzazione e il rischio idraulico posto sulle stesse. L’Ente ha restituito il Piano al mittente chiedendo le variazioni, o meglio di ripresentarlo in Consiglio Comunale per l’avallo di queste, cosa mai avvenuta. L’amministrazione comunale lo ripresenta nel 2012 ma nulla è cambiato nel contenuto e nemmeno è passato in consiglio comunale. La Provincia lo rispedisce di nuovo al mittente. Nel giugno del 2013, l’amministrazione comunale lo ripresenta per la terza volta senza nessuna modifica, comprese le incongruenze tra le aree di urbanizzazione e il rischio idraulico. Ad oggi è ancora al vaglio della Provincia di Padova, ma temiamo che la situazione sia al quanto difficile sull’esito finale, la Provincia di Padova o forse la Regione Veneto daranno l’approvazione del PAT? Che fine farà il PAT? Quale logica prevarrà?

 

NON C’E’ PIU’ TEMPO DA PERDERE!
BISOGNA INTERVENIRE SUBITO A TUTELA DEL TERRITORIO:

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1) Rendere visibile a tutti i cittadini attraverso una nuova presentazione pubblica lo Studio Idraulico con la presenza del Prof. Ing. D’Alpaos già sul sito internet del Comune per garantire ai cittadini il diritto di essere informati e consapevoli sullo stato idraulico sofferente del territorio comunale

2) Adottare una linea politica mirata alla tutela del territorio impostata PRIMA sul blocco della cementificazione e sul  miglioramento della sicurezza idraulica (quindi dare maggior difesa alle case esistenti) e POI, dopo 10 anni, su una attenta  urbanizzazione del territorio che non aggravi il rischio idraulico

3) Realizzazione delle opere di difesa dal rischio idraulico seguendo le indicazioni date dallo Studio Idraulico del Prof. Ing. D’Alpaos e proposte dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione nel Piano Generale di Bonifica e Tutela del Territorio (vasche di laminazione, paratoie di difesa, installazione o sostituzione valvole di non ritorno negli scarichi fognari, idrovore, ricalibratura argini, migliorie impianti fognature, ecc.); la terra che verrà asportata per la realizzazione delle vasche di laminazione, che verranno destinate a parchi e giardini, verrà contemporaneamente utilizzata per effettuare il rialzo degli argini nei punti critici

4) Dare il massimo sforzo per ottenere, tramite il Consorzio di Bonifica, i finanziamenti dalla Regione Veneto per realizzare le opere idrauliche anche facendo leva su tutti gli studi idraulici fatti nella nostra città dimostrando il carattere d’urgenza e la priorità per la tutela e la bonifica del nostro territorio

5) Una nostra idea che proporremo al Consorzio di Bonifica e al Genio Civile è la realizzazione di una “chiusa idraulica” nel Canale di Battaglia pochi metri a sud (quindi verso Battaglia Terme) sopra la Nuova Botte del Pigozzo per ottenere una grande vasca di laminazione nel tratto dello stesso canale fino alla “chiusa idraulica” presente al Bassanello nella confluenza con il Bacchiglione. La realizzazione, già prevista dal Consorzio di Bonifica, di un’idrovora in località Giarre che solleverà l’acqua dello scolo Menona nel Canale di Battaglia e di un’idrovora da proporre la realizzazione in prossimità della Botte del Pigozzo per sollevare l’acqua del Rialto nello stesso canale consentiranno di alleggerire l portate degli scoli nella fase critica ma soprattutto la “chiusa idraulica” che proponiamo permetterà di non sovraccaricare l’Arco di Mezzo che, se tenuto aperto per salvare altre città a rischio allagamenti, ostacolerà in misura minore il deflusso dell’acqua del Rialto. Siamo consapevoli che quest’opera sarà tutta da valutare (anche perché si dovranno ispezionare gli argini del Canale Battaglia) ma riteniamo che, a rigor di logica, non possa essere scartata a priori. Rimane inteso, però, che questa opera non è la soluzione principale: la soluzione madre è la realizzazione di vasche di laminazione a nord della città (nei siti da individuare con il Prof. Ing. D’Alpaos) e nei comuni a monte rispetto Montegrotto Terme. Ciò che ci aspettiamo da quest’opera è quello di contrastare almeno il fenomeno di rigurgito che mette in difficoltà le zone di Vallona e Mezzavia

6) Per quanto concerne le fognature va data attenzione particolare all’installazione (ove mancanti) e alla sostituzione delle valvole di non ritorno che sono state tutte trascurate dalle passate Amministrazioni Comunali nonostante siano un semplice ma efficace sistema di difesa idraulica impedendo all’acqua degli scoli di entrare nei quartieri ancor prima dell’esondazione degli scoli stessi; altro intervento importante da eseguire sarà la pulizia delle caditoie (tombini stradali) e la riapertura di quelle ostruite per velocizzare il flusso d’acqua della prima pioggia (importante anche per eliminare l’acqua nella zona prima dell’arrivo delle piene) ed evitare l’accumulo d’acqua nelle strade pericoloso anche per la viabilità; infine, si dovrà maggiorare, ove possibile, la sezione delle condotte fognarie anche se ciò richiede costi e tempi d’opera non indifferenti che inducono a ritenere ragionevolmente non realizzabile il rifacimento dell’intero impianto fognario cittadino nel breve termine. Queste opere verranno realizzate seguendo un ordine prioritario dettato dal rischio idraulico della città, quindi maggiore attenzione verrà posta prima nei quartieri a maggior rischio

7) Consulenza tecnica del Prof. Ing. D’Alpaos (autore dello Studio Idraulico e quindi già profondo conoscitore dello stato altimetrico del territorio comunale) in materia di difesa idraulica, urbanistica, edilizia, viabilità e grandi opere di verde pubblico; la Circonvallazione stradale, per esempio, è stata realizzata in una delle zone più basse della città e ha alzato il rischio idraulico per le abitazioni circostanti, chiedere un parere tecnico al Prof. Ing. D’Alpaos anche solo per la realizzazione di una nuova strada ci consentirà di attuare una politica più responsabile verso i cittadini.

8) Chiedere con determinazione un’azione più decisa e autorevole al Consorzio di Bonifica per fare rispettare sia ai privati che ai Comuni le norme vigenti in materia di tutela e bonifica del territorio, per attuare al meglio i servizi che i cittadini pagano attraverso la tassa consorziale (per esempio pulire meglio gli scoli) e per fare indicare con fermezza a tutti i Comuni del Bacino dei Colli Euganei una politica improntata sulla tutela del territorio dove ogni comune deve essere più responsabile della propria urbanizzazione realizzando vasche di laminazione per trattenere quote d’acqua che già ora sovraccaricano la precaria tenuta dei canali e dei fossi che attraversano anche la nostra città

9) Chiedere con determinazione, anche in collaborazione con altri comuni della Provincia, un’azione più attiva e concreta al Genio Civile per la realizzazione dell’Idrovia PD-VE (che garantirebbe un margine maggiore di manovra delle acque del Bacchiglione e del Brenta e quindi maggior sicurezza idraulica) e per la sistemazione in sicurezza degli argini del Bacchiglione soprattutto nel tratto Saccolongo-Selvazzano Dentro che destano molte preoccupazioni in caso di una piena come quella del novembre 2010 e di febbraio 2014; nella Carta della Pericolosità Provinciale l’Autorità di Bacino riconosce nel tratto indicato una pericolosità arginale elevata che, in caso di rottura, comporterebbe l’allagamento di Selvazzano Dentro, Abano Terme e Montegrotto Terme (il Prof. Ing. D’Alpaos ritiene che, se non ci fosse stata l’esondazione a Veggiano nel Novembre 2010, dovuta per irresponsabilità politiche e non per rotture degli argini, la probabilità del cedimento degli argini del Bacchiglione tra Saccolongo e Selvazzano Dentro sarebbe stata quasi certa)

10) Un Tavolo di Concertazione con i sindaci dei comuni attraversati dagli stessi corsi d’acqua che attraversano Montegrotto Terme, con la Provincia, Il Parco Colli, la Regione, il Consorzio di Bonifica e tutte le Autorità pubbliche preposte per la gestione delle acque. Uno dei punti fondamentali sarà la forte richiesta di fare realizzare vasche di laminazione anche nei comuni che vengono attraversati dagli scoli che poi portano acqua nella nostra città; tale richiesta si fonderà sul principio che la nostra città non può impegnarsi a non cementificare mentre le città che stanno a monte possono cementificare senza vincoli altrimenti ogni nostro sforzo sarà reso vano. Ogni città deve essere responsabile delle proprie scelte urbanistiche trattenendo nel proprio territorio, con vasche di laminazione, una quota significativa di acqua per mettere più in sicurezza Montegrotto Terme nei momenti di piena dei canali. Ma il messaggio che deve passare non è che gli altri comuni devono pensare e lavorare a loro spese per Montegrotto Terme ma che devono essere responsabili delle loro scelte urbanistiche!!! Visto che, come dimostra lo Studio Idraulico del Prof. Ing. D’Alpaos, le acque che arrivano dagli altri comuni entrano in città con un livello al limite delle sommità arginali

 

COME AIUTARE ATTIVAMENTE E COSTANTEMENTE I CITTADINI
ANCHE CON AZIONI PREVENTIVE:

 

1) CONSULENZA TECNICA GRATUITA PER MICROINTERVENTI DI DIFESA che i cittadini realizzano per delle proprie abitazioni e/o attività produttiva;

2) Realizzazione di un CENSIMENTO DEL RISCHIO IDRAULICO per quartiere e per via in modo tale da avere un quadro chiaro delle priorità in fase di emergenza;

3) Sulla base del censimento del rischio idraulico e sul personale tecnico e dei mezzi a disposizione, realizzare un PROTOCOLLO D’INTERVENTO D’EMERGENZA per la città, suddiviso per ogni quartiere e renderlo visibile nel sito internet del Comune;

4) INSTALLAZIONE MISURATORI DI LIVELLO nei punti nevralgici degli scoli principali, per monitorare livello d’acqua degli scoli e prevenire i rischi di allagamento; si tratta di installare in prossimità delle zone più abitate percorse da scoli e canali la classica asticella metrica verticale che deve segnalare lo stato di allerta (con sfondo giallo) e di allarme (con sfondo rosso) per consentire ai residenti della zona di avere chiara la percezione del pericolo ancor prima di una possibile esondazione dello scolo (in tal modo ogni cittadino interessato dal fenomeno potrà capire se e quando operare i propri accorgimenti di difesa della propria casa senza dover chiedere queste semplici informazioni al personale comunale e/o alla Protezione Civile già impegnati per l’emergenza al servizio dei cittadini più in difficoltà);

5) RENDERE VISIBILE NEL SITO INTERNET DEL COMUNE L’ANDAMENTO DEI LIVELLI ALTIMETRICI DEGLI SCOLI E DEI CANALI PRINCIPALI aggiornato ogni ora nei momenti di emergenza; i dati sono riferiti sia alle principali stazioni altimetriche della città che, per quanto riguarda il Rialto, quelle dei comuni a monte (es. località Treponti di Teolo) per ottenere le previsioni dell’imminente aumento o diminuzione del livello del canale in città (ogni cittadino così potrà avere un quadro generale della situazione senza dover chiedere queste semplici informazioni al personale comunale e/o alla Protezione Civile già impegnati per l’emergenza al servizio dei cittadini più in difficoltà);

6)  CREARE UN CENTRO DI PROTEZIONE CIVILE EUGANEO, attraverso il tavolo di concertazione, che comprenda tutti i comuni del bacino termale, in modo tale da creare un grande gruppo di intervento a sostegno dell’intero territorio del bacino termale a seconda dei casi di emergenza, sia che riguardi la pianura o il territorio collinare. Dovrà essere avviato un percorso più approfondito di conoscenza del nostro territorio e di addestramento a tutto il personale volontario (con funzioni precise stabilite per le vari fasi di emergenza) in modo tale da dare un servizio mirato ed efficace. Il coordinatore del centro di Protezione Civile Euganeo, deve essere un massimo esperto, individuato attraverso l’esperienza diretta, avvenuta con lo studio del territorio e con le giuste capacità richieste dall’incarico dato;

7) PREDISPORRE UN OPUSCOLO INFORMATIVO PER I CITTADINI con le corrette modalità dei criteri di applicazione della prevenzione, in caso di emergenza per rischio idraulico, nelle aree più a rischio del paese, che comprenda tutte le fasi operative e assistenziali, comprese quelle autonome.

E’ un momento particolare dove si necessita una profonda riflessione da parte di tutti gli attori che sono coinvolti sul tema della sicurezza idraulica/idrogeologica.
Urge valutazione su quello che da subito si può fare e come intervenire a costo di mettere da parte altre opere pubbliche già in programma, investendo tutto il possibile sulle necessità urgenti e prioritarie delle quali oggi il nostro paese ha bisogno.

In questo senso il Circolo Pertini di Montegrotto invita a gran voce i cittadini, albergatori, imprenditori e tutti coloro che sono coinvolti direttamente e non dal problema “rischio idraulico” a non rassegnarsi e pretendere da subito che l’amministrazione comunale, per quanto di competenza, inizi un percorso per mettere in sicurezza l’intero paese.

O si affronta il problema con determinazione altrimenti  la prossima volta potrebbe essere troppo tardi e i danni potrebbero essere maggiori.
I rappresentanti del  Circolo Pertini faranno la loro parte e chiederanno a chi amministra di iniziare da subito a mettere in programma i lavori primari e più urgenti. Vigileremo e staremo attenti a quello che verrà deciso, in particolare nei prossimi consigli comunali dove presenteremo interventi e proposte per affrontare questa emergenza.

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