Il rischio idraulico del nostro territorio

Montegrotto Terme, 19 marzo 2011

Parte dell’attività del Circolo Politico Culturale “Sandro Pertini” di Montegrotto Terme nei suoi due anni di vita è stata dedicata a cercare di creare una base di conoscenze comuni su argomenti particolarmente importanti per i cittadini e per il territorio.

Così sui temi del piano-casa, dell’acqua come un bene che appartiene a tutti, della geotermia come una ricchezza del nostro bacino che sarebbe stupido non cercare di utilizzare al meglio, ha proposto incontri con esperti che in modo semplice ma preciso e concreto illustrassero le principali problematiche e le possibili soluzioni sugli argomenti di volta in volta trattati.

L’ultima serata, in ordine di tempo, è stata organizzata il 24 gennaio 2011 sul fenomeno degli allagamenti che con preoccupante frequenza si presenta in tutta la nostra provincia e non solo. Gli ingenti danni economici alle aziende e ai Comuni ed i gravissimi disagi per le persone colpite (che a volte sono state costrette ad abbandonare le proprie case) rendono questo problema uno dei più urgenti nella scaletta delle questioni da risolvere. Un problema che, per la sua natura, va affrontato a livello regionale.

Tre i relatori intervenuti: il dr. Ghiro (Presidente Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta dal 1995 al 2005), l’ing. Veronese (dal 2000 Direttore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione-Brenta, che ora si chiama Consorzio di Bonifica Bacchiglione) ed il prof. D’Alpaos (ordinario di Idrodinamica alla facoltà di Ingegneria).

Segue quanto emerso dai loro interventi.

Per comprendere meglio i problemi legati ai fenomeni di esondazione si deve fare una distinzione tra la rete idraulica maggiore (quella dei grandi fiumi) e la rete idraulica minore (quella dei canali e degli scoli di bonifica).

Per quel che riguarda la rete maggiore i problemi sono legati a scelte fatte anche molto tempo fa e, purtroppo, ancora in gran parte irrisolti. Sarebbero urgenti e necessari i seguenti interventi in grado di limitare le portate massime del Brenta e del Bacchiglione:

-         trattenuta temporanea dei colmi di piena del Cismon entro l’invaso del Corlo preventivamente svasato;

-         trattenuta temporanea dei colmi di piena del Vanoi entro un invaso da realizzare ex-novo;

-         trattenuta temporanea dei colmi di piena del Brenta entro casse di espansione da realizzare nel medio corso del fiume tra Bassano e Limena

-         trattenuta temporanea dei colmi di piena del Brenta entro casse di espansione da realizzare a monte della confluenza con il Cismon;

-         realizzazione di uno scolmatore all’altezza di Padova utilizzando l’idrovia una volta completata.

I problemi della rete idraulica minore, quelli che maggiormente interessano il nostro territorio, sono riconducibili ad anni relativamente recenti e legati ad una  politica del territorio che non ha tenuto nella giusta considerazione le questioni della sicurezza idraulica.

L’importanza, a riguardo, delle trasformazioni nell’utilizzo del suolo e dell’urbanizzazione in particolare è evidente: la risposta alle precipitazioni per normale terreno agricolo si stima sia dell’ordine di 10 l/s per ettaro, per un’area urbanizzata questa stima può arrivare a valori di 150 l/s per ettaro.

Negli ultimi 10 anni, nel Bacino Termale Euganeo, sono stati effettuati diversi lavori: nuova botte del Pigozzo (2001); diversificazione delle acque del Rialto nel Rio Spinoso (2005); riqualificazione idraulico-ambientale scolo Poggese (2009); adeguamento dello Scolo Menona (da completare).

Queste opere rappresentano sicuramente un importante guadagno per la sicurezza idraulica (la diversificazione delle acque, per esempio, ha aumentato di 100.000 m3 l’invaso della rete), ma per poter affrontare adeguatamente i fenomeni alluvionali ci sarebbero ancora diverse misure necessarie da adottare:

-        reti di fognatura separate ed il riordino dei loro scarichi nella rete dei canali della bonifica;

-        un piano di riassetto idraulico del territorio, garantendone però un rigoroso rispetto;

-        cura, da parte dei privati, della pulizia dei fossi nelle loro proprietà;

-        evitare, nella realizzazione di infrastrutture (p.e. piste ciclabili), la riduzione dei volumi di invaso;

-        difesa dagli eventuali incrementi delle portate massime mediante la predisposizione di invasi appositamente predisposti (si contempla anche l’utilizzo di qualche impianto idrovoro).

Per permettere una convivenza pacifica con le inevitabili piene cui è esposto il nostro territorio, servirebbero delle aree in grado di ricevere, all’occorrenza, circa un milione (1.000.000) di m3.

Nonostante il professor D’Alpaos sia l’autore dello studio idraulico per il nostro Comune di Montegrotto Terme, i dati relativi sempre a Montegrotto Terme citati durante l’incontro sono stati riportati dagli altri due relatori.

La nostra Amministrazione, infatti, non ha risposto alla richiesta del professore di poter presentare i risultati del suo stesso studio. Un’altra occasione mancata per contribuire alla corretta informazione della cittadinanza.

La stessa cittadinanza viene invece ora informata (dichiarazione del Sindaco Claudio sul Mattino del 17 marzo, a seguito degli allagamenti di quei giorni) che siamo gli unici ad avere uno studio idraulico e che, unici anche in questo, ci preoccupiamo (a differenza dei comuni limitrofi) della sicurezza dei nostri vicini utilizzando il nuovo sottopasso come vasca di contenimento.

Questo non corrisponde alla corretta verità: questo studio idraulico, ora mostrato con orgoglio dal Sindaco non sembrava fino a ieri essere stato tenuto in grande considerazione  a giudicare sia dallo scarso rilievo datogli nella comunicazione pubblica sia di fatto dalla politica di forte urbanizzazione attuata nel nostro territorio in questi anni, poco consona all´identità turistica del nostro Comune.

L’utilizzo di sottopassi stradali come vasche di laminazione non è sicuramente tra le indicazioni dello studio idraulico di D´Alpaos ed è l´ennesimo mezzo di sterile ed inutile propaganda politica per scansarsi da evidenti responsabilità.

Più che creare polemiche con i comuni vicini, come è usanza del Sindaco Luca Claudio, c’è invece bisogno di un agire coordinato, con precisi piani di aree, di quartieri e di agglomerati, rispettando nei futuri piani di assetto territoriale (PAT) il principio di invarianza idraulica per cui la trasformazione di una qualsiasi area non deve provocare un aggravio alla portata di piena della rete idraulica.


Circolo Politico Culturale “Sandro Pertini”
sempre dalla parte dei cittadini

info@circolopertini.it

www.circolopertini.it

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